Interpellanza: «Lo Stato mette all’asta Kalashnikov e altre armi semiautomatiche?»

Il Corriere del Ticino del 7.11.2014 riportava a pagina 13 la notizia di un’asta di armi con il titolo «Armi Kalashnikov e Colt all’asta – Circa 40 pezzi, tra fucili e pistole, serviranno a risarcire i danneggiati d’una truffa – Il materiale è frutto di un unico sequestro – Acquisto vietato ai cittadini balcanici». Nel testo sotto la foto, si precisa «L’incanto pubblico è organizzato del Ministero pubblico per giovedì 4 dicembre a Lugano.»

L’elenco delle armi e munizioni poste all’asta è reperibile al sito degli Uffici di esecuzioni e fallimenti, sezione Aste mobiliari:

http://www4.ti.ch/di/dg/uef/aste/dettaglio/?user_diasteonline_pi1%5Bid%5D=99258

con il titolo «Vendita all'asta di una grossa partita d'armi da fuoco e munizioni.»

I piedi d’asta per le 39 armi variano da un minimo di CHF 50, per una Colt modello Python SS 6”, calibro .357 Magnum (prezzo di mercato: più di CHF 2000), a CHF 500 per un fucile semiautomatico, marca SIG, modello SG 551-2 Swat SP, calibro .223/GP90 (prezzo di mercato: più di CHF 3000). Il Kalashnikov citato nei titoli, fucile semiautomatico, modello AKS74UF, inizia da soli CHF 300. I 15 lotti di munizioni sono all’asta per un importo tra CHF 10 e 100 (per 1000 e 1200 cartucce). Per una cartuccia calibro .357 Magnum si pagano più di 2 CHF; l’asta inizia da CHF 0.10. 

Dal documento riportato sul sito citato (Esecuzione no. 1717245 – Condizioni d'asta vincolanti e speciali per la vendita delle armi da fuoco), si può leggere quanto segue.

Alienante : Ufficio Esecuzione del Distretto di Lugano – Settore 1
per conto del Ministero Pubblico di Lugano (INC.2006.4143/AMB/br) 

La partecipazione all’asta è limitata a persone fisiche, maggiorenni, con i seguenti requisiti:
a) cittadini domiciliati in Svizzera.
b) titolari di patente di commercio di armi.
c) cittadini stranieri senza permesso di domicilio necessitano di un permesso d’acquisto di armi.

L’acquisto e il possesso di armi, parti di armi essenziali o appositamente costruite e accessori di armi sono vietati ai cittadini dei seguenti Stati: Serbia; Bosnia e Erzegovina, Kosovo; Macedonia, Turchia, Sri Lanka, Algeria, Albania.

Le armi, le parti essenziali di armi potranno essere consegnate all’acquirente unicamente quando questi avrà prodotto allo scrivente Ufficio un permesso d’acquisto di armi ai fini dell’acquisto di una o più armi o di una o più parti essenziali di armi (art. 8 segg. LArm e art. 15 segg. OArm) rilasciato dalla competente autorità (per il Cantone Ticino: - Polizia Cantonale - Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata, Via Lugano 4, 6501 Bellinzona).

La vendita di armi e munizioni, e ancora di più la vendita all’asta, con la possibilità di acquistare armi a prezzi ridotti, pone vari problemi di legittimità e opportunità politica ed etica. La Svizzera, nonostante la prassi tradizionale delle armi militari in dotazioni ai soldati, regola possesso, porto e commercio di armi in modo relativamente severo. Con l’adeguamento della trasposizione dell’acquis di Schengen (in vigore dal 28 lug. 2010), molte norme sono state chiarite e rese più severe.

Per questi motivi, ai sensi dell’Art. 140 LGC/CdS, mi permetto di chiedere a codesto lod. Consiglio di Stato.

  • Ritiene la vendita di armi (tra cui fucili semiautomatici) e munizioni compatibile con il ruolo del Ministero Pubblico, autorità incaricata in primis della protezione della popolazione?
  • Non ritiene che la vendita di armi (tra cui fucili semiautomatici), a prezzi inferiori a quelli di mercato, da parte di un’autorità dello Stato come il Ministero pubblico, possa suscitare nei cittadini e nelle cittadine l’impressione che l’acquisto e la vendita di armi siano cosa naturale e tranquilla, mentre si tratta di operazioni severamente regolate dalla Legge svizzera?
  • Se per il ricupero di parte del valore venale di una truffa, la vendita di armi potrebbe essere una scelta possibile, una ponderazione degli interessi tra il risarcimento del danno di chi ha subito la truffa e la perdita di immagine dello Stato e il peggioramento della sicurezza pubblica, non dovrebbe portare a escludere un’asta pubblica?
  • Le armi in questione, se di origine estera, sono state regolarmente importate in Svizzera (LArm Artt. 22 e segg.)? E se provengono dall’estero sono state regolarmente contrassegnate (OArm Art. 31)?
  • La lista degli Stati per i cui cittadini vige il divieto di acquistare armi (OArm Art 12), citata in modo scandalistico nel titolo del Corriere del Ticino, non appare obsoleta e poco rappresentativa di paesi coinvolti in gravi conflitti armati? Il Consigli di Stato non ritene urgente chiedere al Consiglio federale di adattare questa lista? In particolare venderà armi da guerra a cittadini siriani, iracheni, ucraini, libici ecc.?
  • Tenuto conto di questi argomenti e delle perplessità contro un’asta pubblica per la vendita di armi (tra cui fucili semiautomatici) e munizioni, il Consiglio di Stato non ritiene giusto revocare l’asta prevista per il 4 dicembre prossimo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *