Mio nonno era italiano

Mio nonno era italiano. È nato a Taranto. Poi, restato orfano, si è trasferito da parenti in Svizzera. A Lugano si è sposato (con una Svizzera) e ha lavorato come sarto. Per un breve periodo ha anche partecipato alla Grande Guerra come milite italiano; fatto testimoniato da una foto del bebè appena nato, inviata al fronte, ritrovata tra le sue cose.

I miei genitori erano uno italiano e uno svizzero. Sono nati tutte due in Ticino e vi sono rimasti tutta vita. Io sono nato a Sorengo, sono cresciuto a Lugano, ho studiato a Zurigo e ora vivo in Ticino.

Ipotesi uno: il nonno che ha fatto la guerra è il padre di mio padre: sono uno straniero di terza generazione. Forse il Popolo e i Cantoni svizzeri mi permetteranno di diventare un cittadino svizzero a tutti gli effetti con una procedura agevolata. In realtà sono già troppo vecchio (la legge che entrerebbe in vigore limita a 25 anni di età questa agevolazione), ma almeno le mie figlie (di quarta generazione!). Per godere dell’agevolazione bisogna essere ben integrati (ma viviamo in Svizzera dalla nascita). L’agevolazione consiste nel fatto che la procedura è federale, cioè uguale per tutti, senza quei trattamenti odiosi e umilianti che incontri in certi Comuni, e che l’integrazione è considerata acquisita (ma Cantoni e Comuni possono fare ricorso). Pensavo che fossero tutti d’accordo con questo piccolo passo nei confronti degli stranieri di terza generazione, ma vedo che c’è un partito che ha riciclato, suppongo per una misura di risparmio, il disegnino della donna con il velo integrale, per evocare la paura della «naturalizzazioni facili». Non capisco bene che cosa c’entrino queste donne che incontro in città, qualche volta d’estate intente allo shopping turistico, con la nostra realtà di stranieri svizzeri di terza generazione. So soltanto che un «no» lo sentirei come un rifiuto, come un non voler accettare che sono svizzero come i miei compagni di scuola delle elementari, né più, né meno. Lo sentirei come uno schiaffo, dopo essere vissuto qui e aver fatto le stesse cose che hanno fatto i miei coetanei e i miei amici.

Ipotesi due: il nonno che ha fatto la Grande Guerra è il padre di mia madre. Mio nonno paterno era un muratore, patrizio di Sala Capriasca. Sono svizzero e non devo preoccuparmi della decisone del Popolo e dei Cantoni svizzeri. Ma voterò «Sì!» con convinzione!

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