Un franco al giorno leva la pubblicità di torno

Per 365 franchi l’anno (e non 451 come insistono i menzogneri fautori della nobillag) possiamo continuare a fruire (chi più chi meno) di un servizio radiotelevisivo utile e anche di qualità, senza le continue interruzioni pubblicitarie delle radio e dei canali TV privati. Le poche volte che mi capita di seguire programmi radio o TV italiani dopo un po’  cambio, esasperato per le continue e ripetitive interruzioni pubblicitarie!

Un franco al giorno mi sembra un prezzo accettabile! E chi, a ragione, brontola perché deve pagare per un servizio di cui fa un uso scarso, due cose. 

La prima: forse ascolta in auto qualche notiziario o un po’ di musica RSI e forse trova sulla rete le notizie o le info sul traffico della RSI; tutto gratis! si, grazie a chi paga il canone. 

Secondo: se il servizio radio e televisione è un servizio publico come la scuola o le strade e non dipende dall’uso che uno ne fa, allora sarebbe giusto finanziarlo con le imposte, basate sul reddito e non con una tassa uguale per tutti. Ma l’iniziativa nobillag è chiara: niente canone e niente sussidi statali per la RSI/SSR! 

Quindi, se siete critici sui programmi, se volete un canone più basso, se volete che il servizio sia pagato con le imposte, votate NO. Così potremo discutere di cosa fare con la nostra radiotelevisione. Se votate Sì, non ci sarà più niente da discutere: gruppi privati compreranno le licenze all’asta e faranno quel che vogliono: senza obblighi costituzionali, senza la possibilità per noi di ricorrere e facendoci pagare per le trasmissioni più ambite.

Le votazioni non sono scambi di segnali di fumo: non si vota per lanciare un segnale, ma per esprimere la propria opinione di cittadino e cittadina su una domanda precisa. «Volete una radiotelevisione in mano a gruppi privati stranieri, piena di pubblicità, ancora più cara, senza possibilità di dire la vostra?»

NO a nobillag!

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