Votazioni del 28 febbraio: le trappole del «buon senso»

 

 A fine febbraio, anzi già tra pochi giorni, grazie al voto per corrispondenza, saremo confrontati come cittadini e cittadine a decisioni importanti che avranno conseguenze notevoli per il Ticino e per la Svizzera. Temi che meritano quindi una profonda riflessione e uno sforzo della nostra ragione per evitare le «trappole del buon senso».

Al Gottardo abbiamo un’autostrada che da quattro corsie si riduce a due proprio nella galleria, con colonne nelle fini settimana e durante gli esodi estivi dei vacanzieri. Il raddoppio sembra allora la soluzione inevitabile. Ci sono molti argomenti contrari: è molto cara, migliora la sicurezza tra molti anni, quando ormai non ne avremo più bisogno, aprirà prima o poi tutte le quattro corsie al traffico pesante internazionale e la prevista chiusura della galleria autostradale in realtà è rimandata a chissà quando… Però molti sono ancora convinti che il «buon senso» esiga di sostenere il raddoppio…

Lo straniero che commette un reato, detto anche «criminale straniero» deve essere espulso dalla Svizzera: logico no? Però su questo tema abbiamo già votato e deciso (decisione che personalmente non mi piace) che l’espulsione dovrà figurare come punizione supplementare per chi commette certi reati senza avere passaporto svizzero. Il problema è l’automatismo di questa pena supplementare: il giudice non deve valutare la situazione personale dell’imputato né considerare il peso dell’espulsione nel suo caso. Il parlamento ha esitato a lungo tra una versione che lascia al giudice l’abituale ampiezza di giudizio e una che alleggerisce l’automatismo dell’espulsione solo in casi di rigore (per esempio per lo straniero nato in Svizzera, che si ritroverebbe in un Paese in cui non conosce nessuno e di cui non conosce la lingua). In votazione però questa volta c’è un’iniziativa che vuole scrivere nella Costituzione l’elenco esatto dei reati che esigono l’espulsione automatica e anche dei reati più lievi che hanno la stessa conseguenza in caso di recidiva. Automatismo disumano, leggi scritte dal popolo (o meglio da Blocher) nella Costituzione, scalcando il parlamento, giudici esautorati, diritti umani calpestati, Svizzera ridotta alla pari di Stati autoritari… Eppure a molti sembra che «espellere i delinquenti stranieri» sia solo «buon senso».

Che una coppia sposata, a parità di reddito, debba pagare più imposte di una coppia che convive è chiaramente un’ingiustizia: l’ha già stabilito anche il Tribunale federale e nei Cantoni la differenza è ormai ridotta al minimo. Considerata la forte progressione dell’imposta federale diretta, la questione tocca poche coppie, ma il cambiamento proposto porterà a miliardi in meno nelle casse federali. E impedirà lo studio di soluzioni più giuste (splitting, la divisione totale dei redditi delle coppie sposate) o altre più equilibrate. Ma la frase «Il matrimonio consiste nella durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna», che sembra pure dettata dal «buon senso», in realtà creerà difficoltà al riconoscimento del matrimonio per le coppie omosessuali.

In viaggio all’estero sino sempre stati contenti di trovare il negozietto aperto dopo mezzanotte per comprare le ultime cose. Perché da noi si discute da decenni sulla questione degli orari di apertura? Perché in Svizzera l’ultima decisione ce l’ha il popolo e una «società aperta» nel senso dei negozi aperti tutta la notte e tutti i giorni, festivi compresi, non a tutti piace. Per sfuggire al richiamo del «buon senso» della mezzoretta in più, riflettiamo sulla società che desideriamo a lungo termine.

Se il «buon senso» sembrava portarci solo «Sì», la riflessione ci porterà a scegliere quattro «No»! Solo «Contro la speculazione sulle derrate alimentari» la ragione si allea al «buon senso» per un «Sì» deciso! Come dicevano i nostri vecchi: «Non si gioca con il cibo.»

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